| Legno, gesso, marmo, bronzo. Su ogni superficie compare il taglio, la frattura, la sezione della parte più interna ovvero l'analisi della vita nei suoi aspetti più propriamente ed immediatamente drammatici e laceranti, che vengono rilevati perchè subito visibili anche oltre le perfette proporzioni di un corpo.
Ciò che imprime Zagallo alle sue sculture è la perfetta unione tra la potenza espressiva della materia usata, con la sua struttura e compattezza, e l'inserzione organica, vivente dell'intervento umano. A questo si giunge dopo un lungo cammino di apprendimenti successivi che hanno portato l'autore a scoprire l'intensità di vecchie tavole lignee segnate da chiodi, poi a sezionare la lastra marmorea con fratture, a scoprire l'anima del legno cui Zagallo toglie la pelle ed infine a segnare con cavità e tagli dei bronzi antropomorfi che, secondo la poetica dell'autore, sono tesi a una ricomposizione delle parti.
L'approccio a questa realtà creativa è mediata dai sensi che, per la natura formale della scultura, sono individuati nella vista e nel tatto.
Zagallo plasma i suoi lavori con le mani e con gli occhi. Poi però lascia che luce guidi lo sguardo dell'osservatore dentro le cavità per trarne il valore evocativo. La poetica è pensata come corpo racchiuso, ma anche dischiuso per richiamare le presenze del cuore e dell'anima.
Sia i legni che i bronzi sono forme emblematiche che, nel dramma interiore della materia, offrono allo sguardo superficii lisce in netto contrasto con la matericità del resto come in Eros - three standing men- Mercurio.
Ogni scultura si lega poi all'ambiente, allo spazio come presenza, è traccia, impronta, divenendo il tramite fra interno ed esterno, fra natura ed intervento artistico.
Attraverso la ricerca delle risonanze tra il dentro ed il fuori, l'autore ha visto la possibilità di rendere visibile ogni manifestazione umana. Nelle immagini scavate, nel contrasto tra finito e non finito, nel rapporto fra pieni e vuoti, si coglie tutta l'espressività di un esperienza intensa che cattura e ci porta alla consapevolezza del compito interiore affidato alla scultura dove non è fondamentale l'oggetto in sé bensì la sua interpretazione e la sua rappresentazione. La realtà interiore diventa più importante del gusto edonistico provato innanzi alla bellezza della plasticità. Infatti il percorso più recente di Zagallo ci conduce verso ulteriori approfondimenti dove prevale una forte simbologia emotiva trascritta nei modi diretti delle ultime istallazioni.
Gabriella Niero
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Carlotta
anno 2004
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